Provinciale di Salerno
email
  23:31  Venerdì  3 Programma Le News Il Sito Gli Artisti Le Opere I Restauri Settembre 2010  
 

 
Presentazione
  Introduzione
Ringraziamenti
I Dipinti



Porta Palazzo Pinto
 
 
Introduzione  Matilde Romito

Con l'istituzione del Museo Provinciale di Salerno, nel 1927, Antonio Marzullo, primo direttore, intraprese fruttuose raccolte anche in ambiti non specificamente archeologici, destinate a divenire i nuclei iniziali di altri Musei: è il caso delle ceramiche di Vietri sul Mare. Ariano Irpino e Cerreto Sannita, e anche liguri e puglesi, ora nel Museo della Ceramica a Raito di Vietri sul Mare, e dei dipinti della Pinacoteca.
La Pinacoteca Provinciale nasce dunque al recupero, sull'intero territorio salernitano, tra il 1927 e il 1938, cioè prima della parentesi bellica, di opere databili dal XV al XVIII secolo, cui è da annettere un altro cospicuo gruppo di dipinti, per la maggiore parte della seconda metà dell'Ottocento - primio del Novecento, acquistati dal 1927 in poi dall'Amministrazione Provinciale dopo la chiusura della "Prima Mostra fra Artisti del Salernitano".
Nell'ambito dell'azione di recupero nella provincia salernitana si trattò molto spesso di veri e propri salvataggi: è emblematica, in tal senso, una lettera relativa al Polittico di Buccino, del 14 agosto 1928, dove si racconta che "Le tavole el polittico della Chiesa Comunale di S.Antonio di Buccino, tolte dalle pareti, giacciono ora a terra nella Chiesa stessa, che è ridotta ad uso di legnaia e di deposito di attrezzi di agricoltura" (atti Archivio Storico). L'opera è la prima documentazone del giovane Andrea Sabatini, detto Andrea da Salerno, che lavorò con Raffaello nelle stanze del Vaticano. Dal monastero della Piantanova di Salerno viene poi il Trittico attribuito al "Maestro dell'incoronazione di Eboli", databile ancora nella seconda metà del Quattrocento, che resta al momento il dipinto più antico. Quando alle acquisizioni, cui sopra si accennava, la Commissione Reale della Provinicia di Salerno aveva acquistato, con deliberazione del 21/11/1927, 22 opere tra quelle esposte alla suddetta Mostra, inaugurata il 2 ottobre 1927 nelle Scuole Occidentali Barra, in occasione dell'VIII Centenario dell'Unione Politica della Sicilia alla Terraferma e della Fondazione del Regno nell'Italia Meridionale. Restata apera 41 giorni, la Mosta organizzata dal Circolo Artistico "Gaetano Esposito" il cui presidente era Dominico Lorito, aveva visto la vendita di 170 opere sulle 420 dell'intero allestimento. L'esposizione, il cui manifesto fu firmato dal pittore Pasquale Avallone, aveva avuto la Presidenza Onoraria di quel Minitro Fedele che nel 1928 elogerà e porterà ad esempio, in una seduta alla Camera dei Deputati, il comportamento dell'Amministrazione Provinciale di Salerno per aver saputo organizzare una sì fitta rete di recuperi, indagini ed esplorazioi sul territorio salernitano. Con numerosi atti deliberativi, tra il 1928 e il 1932, si comprarono altri 13 dipinti. Sono inoltre ricordate le successive occasioni d'acquisto, come per esempio, la II Mostra della Tavoletta nell'aprile del 1934 (6 quadri). Si trattava di artisti più o meno giovani, per la maggior parte salernitani o della costiera amalfitana, in particolare di Maiori.
La politica di acquisti era il linea con l'assegnazione di borsa di studio a giovani artisti perseguita fin dalla seconda metà dell'Ottocento. Una tela eseguita da Pasquale Avallone nel 1903, all'età di soli 19 anni, esposta nella Sala Otto-Novecento, è emblematica come esempio fra tanti: l'annessione al patrimonio del dipinto avvenne a seguito della partecipazione del giovane con due opere, fra cui la presente, ad una esposizione organizzata dall' Amministrazione Provinciale di Salerno, grazie alla quale ricevette una borsa di studio di 300 lire annue che gli consentì di frequntare l'Accademia di Napoli.
(continua)

Provincia di Salerno

 
 Web site developer Rotospeed Multimedia