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Presentazione
Alfonso Andria - Presidente della Provincia di Salerno
L' istituzione della Pinacoteca Provinciale in Palazzo Pinto a Salerno segna
una ulteriore significativa tappa nel processo che l'Amministrazione ha tracciato
in tema di Politiche Culturali. A tale iniziativa la Provincia annette particolare
rilevanza, per la capacità che ha in sè di coniugare in sè vari elemnti:
il restauro di una parte del contenitore, il recupero delle opere pittoriche di proprietà dell'Ente, il concetto di valorizzazione attiva del patrimonio culturale che esalta una precisa vocazione del centro storico del capoluogo.
La storia della Pinacoteca parte da lontano e si snoda in un arco di tempo nel quale si sono verificati due conflitti mondiali. Tra il 1927 e il 1938 furono recuperate opere databili dal XV al XVIII secolo, alle quali si aggiunsero gruppi del Novecento - acquistati dalla Provincia dal 1927 in pio dopo la chiusura della "Prima mostra fra Artisti del Salernitano".
Molto spesso l'Ente mise in pratica azioni di salvataggio di poere d'arte, mentre continuò nella politica di acquisizione importanti, e peraltro si impegnò sempre nella valorizzazione di talenti locali. Del resto risale già alla seconda metà dell'Ottocento la felice intuizione dell'allora Deputazione Provinciale di Principato Citeriore di promuovere Borse di Studio al fine di incoraggiare giovani artisti.
Nel 1932 fu definito il nucleo storico della Pinacoteca, alla quale poi si aggiunse la Collezione Pinto che rientrava nella donazione del primo piano dell'omonimo palazzo naturalmente destinato a divenire sede della Pinacoteca stessa.
Venturino Panebianco negli anni '70 addirittura auspicava la destinazione di Palazzo Pinto a "Palazzo della Cultura".
Ed è questo un altro fondamentale filone di intervento che trova nel pieno recupero del contenitore un indubbio punto di arrivo di una strategia che la Provincia non ha mai cessato di attuare e che le Amministrazioni della Consiliatura 1990-1995 rilanciarono e quella da me presieduta ha convintamente attuato.
È recentissima poi la nascita della Sezione dedicata agli artisti stranieri sull'onda dell'acquisizione nel maggio del '99 di un gruppo di opere dell'austriaco Peter Wilburger poco dopo la sua scomparsa. Questa sezione si è rapidamente ampliata grazie a numerose donazioni che hanno consentito di allestire un suggestivo percorso creativo sulla scia del Gran Tour. È in questa ottica che il risanamento conservativo del primo piano del Palazzo Pinto (I lotto di lavori) in cui trova sede la Pinacoteca rappresenta un'operazione culturale degli esiti entusiasmanti.
Le opere di consolidamento e di restauro sono state affidate all'impresa Filippo Bisogno di Cave de' Tirreni su progetto dell'Ing. Salvatore Marano. I lavori, coordinati dall'Ingegnere Capo della Provincia Vincenzo Bove, sono stati diretti dall'Arch. Ruggiero Bignardi, L'Ing. Gennaro Micco ha seguito le fase dell'intervento per conto della Soprintendenza B.A.A.A.S. di Salerno e Avellino.
Nello stesso tempo le opere d'arte in possesso della Provincia sono state oggetto di un;azione di recupero attenta, minuziosa ed estremamente qualificata, curata da un'équipe di specialisti di primissimo piano guidati dalla Dott.ssa Matilde Romito Direttrice dei Musei Provinciali.
A quanti, ciascuno per la parte di competenza, hanno collaborato alla realizzazione dell'intervento e alla animazione del contenitore culturale desidero esprimere la gratitudine e l'apprezzamento per l'opera svolta con competenza, professionalità e con un valore aggiunto di entusiasmo e di passione.
Con questa realizzazione è stata assecondata l'esigenza di offrire alla pubblica fruizione un significativo approccio con la raffinata eredità che nel tempo è andata accumulandosi e che oggi costituisce il patrimonio della Pinacoteca Provinciale, nuovo punto di attrazione, capace di contribuire alla riaggregazione dell'identità culturale del Salernitano.
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